del cambiare idea

ho appena scritto a un mio amico che “non sono più la capatosta di una volta” e ad un altro ho scritto che “ho il polistirolo nella testa

ecco. questa sono io in questo periodo.

è la prima volta che non ho assolutamente idea di che strada prendere. sto mandando cv a posti che mai mi sarei sognata di prendere in considerazione. prima facevo la tipa saccente e radical chic del tipo: “voglio vendere e proporre solo libri belli bla bla” adesso i librai così mi urtano e ci farei capa e muro con quelli così.  spocchia si chiama quella. poi una volta spiego in modo articolato anche cosa penso di quelle foto che girano nell’internet con la vetrina di una libreria che ha la scritta che lì i libri di brunovespa li hanno in bagno. poi spiego eh. se avete da dire su sto fatto, vi prego di non commentare qua, poi ci scrivo un post così spiego bene. mi raccomando.
la cosa bella del testavuotismo è che tutto ti pare possibile. oggi ho mandato cv in 3 regioni d’italia diverse e lontane. non mando cv in posti in cui immagino possibili scenari di vita. 3 regioni diverse e lontane. 3 scenari di vita diversi e lontani. 3 vite possibili. mare, montagna, città.
sarà un po’ il caso a decidere. credo, spero. non lo so. l’unico punto fermo è che non posso più fare un lavoro senza avere del tempo libero per fare altro. dormire, uscire, scrivere le mie scemità qua sopra, il blog di vanity (che ora mi ci dedico come si deve),  la radio (che ricordiamoci ho smesso da quando lavoro seriamente…) la vita sociale. pensavo ai miei, ai nostri genitori che hanno fatto sempre lo stesso lavoro per 40 anni più omeno. io penso che noi, la nostra generazione, quelli di fine anni 70 non ce lo possiamo permettere. primo perchè non sta da nessuna parte ora un lavoro che puoi fare in modo continuativo per 40 anni e poi perchè il mondo va troppo veloce e noi per stare bene dobbiamo riuscire a stargli un po’ dietro a questo mondo, e fare sempre e solo lo stesso lavoro e nellos tesso posto secondo me ci tiene troppo indietro. poi noi fine anni 70 abbiamo scoperto noi stessi. magari lavori alla posta, ma la sera suoni in un locale, o scrivi, o dipingi, o fai teatro, o fai i corsi di pasticeria. fai anche altro. e questo altro non è un passatempo, no, è una cosa importante di noi.
c’è un sacco di gente dell’internet, i barabbi e  ziobonino per esempio (non linko perchè tanto si sa di chi e cosa parliamo) che hanno dei lavori normali tipo in un ufficio ma poi fanno tutte quelle altre robe belle. e quelle robe sono importanti. tanto quanto i lavori da 27 del mese.
ma i nostri genitori non lo sapevano cosa avevano dentro. e hanno solo lavorato, senza pensarci. i miei lo stanno scoprendo ora. papà si è messo a studiare inglese, a viaggiare, a pescare, e mamma vuole aprire una scuola con la decrescita felice (non chiedetemi altro ma ha la testa con tutti gli ingranaggi in movimento che pare uno scritto futurista…). sono un po’ arrabbiati perchè hanno capito solo ora che oltre a lavorare esiste altro, altre cose importanti, per se stessi. noi siamo fortunati perchè lo sappiamo già. io per due anni ho fatto finta di non saperlo, ho fatto finta. e fare finta mi ha svuotato la testa.
ora vado al negozio delle idee, faccio una bella spesa e mi arredo la testa.

ciao

10 comments to del cambiare idea

  1. già. la nostra è una grande fortuna che non dovremmo sottovalutare né sprecare.

  2. Hombre scrive:

    mi prendi il latte per favore ché sono già impigiamato? grazie

  3. viadellaviola scrive:

    @rose ecco. e io perciò ricominicio da capo per benino
    @hombre vuoi pure i biscotti? :)

  4. Ipofrigio scrive:

    magari lavori alla posta, ma la sera suoni in un locale, o scrivi, o dipingi, o fai teatro

    Io per esempio di mestiere sono uno scultore, però, per hobby, ho allestito in casa uno studio odontotecnico e ci passo le serate e le fini settimana, ad aggiustare denti e dentiere di amici e vicini.

  5. Hombre scrive:

    @viola sì, voglio pure i biscotti, se li fai tu però! Io son bravo a fare i cantucci di Prato, con doppia dose di mandorle.

  6. acrimonia scrive:

    Io l’ho sempre detto, che di fare carriera non me ne frega niente.
    Per me continuare a fare la receptionist tutta la vita, con turni dagli orari strambi ma che ti lasciano una mezza giornata libera, traendo divertimento e arricchimento dal rapporto con il pubblico ma poi chiudere bottega e andarsene a casa portandosi dietro solo la scatoletta tupperware vuota dove avevi messo il pranzo, non significa “accontentarmi”.
    Significa impiegare la giusta quantità di tempo, energie e risorse per ciò che fondamentalmente è solo guadagnarsi il pane, e tenere tutto il resto per la cura degli affetti, della casa, per cucinare, per leggere e guardare film e cazzeggiare su internet e tenersi un blog.
    Io penso che se facessi un lavoro che mi costringesse a mangiare i quattrosaltimpadella, stare poco col fidanzato, non andare mai a cena fuori, non vedere gli amici, non andare mai al cinema e a leggere solo racconti brevi perché dei romanzi perdo il filo… io non vorrei fare quel lavoro. Non sarebbe giusto per me.
    Mia madre l’ha sempre detto, che avrebbe avuto moltissime opportunità diverse dal fare l’operaia agricola, che le sarebbero piaciute molto di più, le avrebbero dato più soddisfazioni e l’avrebbero stancata di meno: però le avrebbero anche imposto di sacrificare la famiglia, e questo lei non l’avrebbe mai accettato. Quand’ero ragazzina sti discorsi non li potevo senti’, avevo alti ideali, grandi sogni e magnifiche aspettative. Mi ci son voluti 15 anni, ma adesso li ho capiti.

  7. sonia scrive:

    sembra scritto per me… non dico altro.

  8. viadellaviola scrive:

    @ipo tu mi schersi sempre…

    @hombre ah! esigo ricetta prima della mia partenza! mi piacciono tantissimo i cantucci soprattutto nel vinsanto :D

    @acrimonia quando ci sono i commentoni ai miei post sono sempre contentissima. ci sono voluti circa 15 anni anche a me per cambiare idea….

    @sonia se sei della mia generazione allora sì, questo post è anche per te :)

  9. acrimonia scrive:

    Ed io sono sempre contentissima di leggere post che mi danno spunti per fare i commentoni lunghi ;)

  10. sonia scrive:

    Viola, tu sei un po’ più gggiovane. Ma la sostanza del post va bene anche per me :-)

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