il diario dei giorni disoccupati
caro diario, oggi è il terzo giorno disoccupata e già mi sono arrabbiata. ma partiamo dall’inizio. mi sono alzata tardi perchè ieri sera mi sono addormentata verso le 4. sono stata a leggere fino alle 3 e 40 e le 4 è stata l’ultima volta che ho visto l’ora. faceva talmente freddo ieri sera che mi sono fatta un tè per riscaldarmi, non sapevo più che altro inventarmi dopo il pigiamone, 2 paia di calzini, coperte a mai finire e i guanti che mi si gelano le mani. il tè mi sono fatta, la camomilla mi fa schifo. e così con tutta quella teina non son0 riuscita a dormire a un orario decente. e poi il freddo mi faceva stare sveglia e lo stare sveglia mi faceva pensare ai fatti miei e poi il libro era bello ma lo leggevo lentamente perchè tra una pagina e l’altra mi riveniva da pensare ai fatti mei e non finivo mai.
stamattina ho ritrovato vecchie agendine con gli appunti di vari corsi che ho fatto di letteratura per l’infanzia, ho riordinato tutti gli appunti e mi sono scritta un po’ di progetti di letture animate per bambini. devo tenere al mente allenata. ho scritto mail a un po’ di amici e fatto delle telefonate. ho bevuto talmente tanto tè ai frutti rossi che ho la lingua color lampone.
ho riletto il diario di ieri, questo blog sta prendendo una deriva troppo da squinzia, è il caso di smettere di parlare di siopping e di vestiti anche perchè ho speso tutti i soldi che potevo spendere. se lo faccio ancora arrabbiatemi fortissimo.
poi ho ripensato al fatto che non voglio leggere libri scritti dalle femmine. adesso spiego il perché: non me ne frega niente di quello che pensano le donne, di come lo vedono il mondo, di cosa sognano, di cosa sperano. io lo so già. e se non lo so cosa pensa un’altra donna, leggo qualche riga e lo capisco. ma non c’è nessuna epifania. attenzione, non sto dicendo che le donne non sanno scrivere. no. sto dicendo che non m’interessa, al momento. perchè modestamente, sono donna anche io e la mia testa non sta mai al suo posto e io penso un sacco di cose di continuo e il cervello mi fa male certe volte. con i libri scritti dalle donne poi mi scatta il processo d’immedesimazione. cosa avrei fatto, come mi sarei sentita, anzi no, io quelle cose poi le sento davvero, non come se. e io non voglio questo. non voglio aumentare la mia vita. non voglio sentire più di quanto già sento. io voglio cose che non so. cose che non capisco. voglio viaggiare con la testa in pensieri che non so dove vanno a parare. voglio leggere una visione del mondo diversa dalla mia, non mi voglio crogiolare nell’arravoglio dei sentimenti, sono già esperta e poi per questo, per l’arravoglio, ci sono le amiche, i piagiama party e skype. certo, sarebbe bello se valesse anche il contrario: che gli uomini leggessero libri scritti da femmine. se lo fanno, lo fanno poco. dicono che i libri delle femmine sono pieni di sentimenti, e si annoiano. bugia. secondo me si perdono in tutto quell’arravoglio. poverelli.
però a 18 anni ho letto Simone de Beauvoir, ma questa, evidentemente, è un’altra faccenda.
la foto in alto s’intitola: celo, celo, mi manca.
si lo so la qualità fa schifo, se vi mancano dei titoli chiedete.
mi interessa, questa cosa delle letture animate per bambini, ne parliamo, magari davanti a quel famoso caffè?
Commento di francesco — 4 febbraio 2012 @ 08:23
(bello questo pensiero, bello.)
Commento di Laura — 4 febbraio 2012 @ 10:35
Le scrittrici – sulle poetesse mi pare che siamo d’accordo; non lo siamo tanto sulle romanziere, saggiste, prosatrici insomma. Negli ultimi mesi le cose di gran pezza più interessanti che abbia letto di narratori italiani sono venute da donne: Matteucci, Pariani (ma quello nuovo non l’ho ancora letto); ho appena finito di leggere con immensa soddisfazione intellettuale ‘Eichmann a Gerusalemme’ di Hanna Arendt: va bé, dirai tu, la Arendt, grazie al cavolo.
Ma parlando di Matteucci, p.e., rispetto a omologhi generazionali italiani – e qui rischio di passare per fissato: Nori, Cornia, ma anche De Carlo, Baricco, mah, De Silva, etc – , vedi quanto lei è ricca di pensiero proprio nel senso che indichi tu, di valore informativo, come non sono quelli là, che invece si presentano come rinunciatari e hanno fatto del ‘finto tonto’ una bandiera epistemologica.
Gli scrittori donne di oggi (a patto che siano buoni scrittori, si capisce, e non per il solo merito di pisciare sedute), parlano al cervello per arrivare allo stomaco, o forse il contrario, ma insomma ti mettono in moto tutti gli apparati, entrambi gli emisferi cerebrali, il giro limbico, etc. Vedilo anche nella letteratura più disimpegnata, un po’ di consumo ma di ottimo livello, come una Ann Tyler o una Nothombe (che pure ormai mi ha annoiato).
Le tue attività da temporanea disoccupata augurano molto bene per il tuo futuro. Dei tuoi libri riesco a distinguere solo Steiner e me ne compiaccio! Ciao
Commento di Ipofrigio — 4 febbraio 2012 @ 10:39
@francesco faccio (facevo) spesso letture animate con i bambini. mi diverto io, si divertono loro, almeno così pare. faremo un sacco di chiacchiere con quel caffè
@laura epperò perchè lo metti tra parentesi? tu ch eleggi invece?
@ipo ma lo sai che quando ho scritto questa cosa dei libri dei maschi poi aspettavo un tuo pensiero? lo sapevo che mi avresti detto delle cose. tu sei uno di quelli che i libri scritti dalle donne li leggi e hai un tuo pensiero critico.
poi qui dentro di baricco sai come la si pensa…
“Gli scrittori donne di oggi (a patto che siano buoni scrittori, si capisce, e non per il solo merito di pisciare sedute), parlano al cervello per arrivare allo stomaco, o forse il contrario, ma insomma ti mettono in moto tutti gli apparati, entrambi gli emisferi cerebrali, il giro limbico, etc.”
sai che ti voglio bene vero? tu vedi in queste scfrittrici qui quello che io ho bisogno di vedere negli scrittori maschi. sì la nothomb mi ha stufata anche a me.
Commento di viadellaviola — 4 febbraio 2012 @ 13:18
Hai ragione, Viola: metto tra parentesi quando i miei pensieri mi sembrano superflui rispetto a quello che leggo (che invece vale molto di più). Ma tutti mi dicono che è una cattiva abitudine la mia
Io leggo uomini e donne, sono sicura di non sapere mai abbastanza di questo e l’altro mondo, dei senitmenti, dei pensieri, delle parole.
Ho amato molto Cornia, tra quelli citati sopra, ho riscoperto di recente De Silva, non ho mai letto Nori.
Sto per iniziare Fuga senza fine di Joseph Roth, un libro che avevo ascoltato 10 anni fa, letto a puntate su Radiotre. Mi è tornato in mente leggendo un post su Barabba, alcune settimane fa.
(Ecco un po’ della mia libreria: http://www.anobii.com/availableinblue/books)
Commento di Laura — 4 febbraio 2012 @ 14:37
Ti voglio bene, ma la cosa dei libri delle donne è una puttanata anche se è giusto che tu legga quello che ti va di leggere per i motivi che ritieni opportuni.
Commento di Millimetrica — 4 febbraio 2012 @ 15:27
@laura anch’io mi sono incuriosita per quel libro di roth, mi pare che il post fosse di grushenka. ora vado a curiosare nella tua libreria.
@millimetrica secondo me dire puttanata forse è un po’ esagerato.
anche se la schiettezza è una cosa apprezzata in questo blog. sapevo che sarebbe nata un pochino di discussione su questa cosa e infatti stavo quasi pensando di argomentare un po’ meglio. la mia decisione è dettata anche dal mio lavoro (che va bene ora non sto facendo, ma io ragiono sempre da libraia) e dalle scelte che ero costretta a fare in libreria. magari lo farò. potresti argomentare anche tu. cosa non condividi?
Commento di viadellaviola — 4 febbraio 2012 @ 15:59
In sintesi, mi pare un quantomeno limitante pensare che il solo fatto che a scrivere sia una donna anziché un uomo mi privi della possibilità che questo individuo X abbia qualche esperienza da condividere con me che io non abbia già provato. O dare per scontato che tutti gli esseri umani dello stesso genere abbiano un uguale modo di sentire e vivere le cose e quindi si precluda in quanto tale la possibilità che mi rivelino come in una epifania qualcosa che non so o che lo vivano in un modo diverso dal mio.
Non so se riesco a spiegarmi ma c’è certamente una letteratura di genere, scritta dalle donne per le donne, che può (più o meno) essere ben sostituita dalle chiacchiere con delle buone amiche, ma davvero, proprio per il lavoro che fai non posso, non voglio, credere che davvero tu pensi che tutta la letteratura scritta da donne si possa circoscrivere a quello.
Commento di Millimetrica — 4 febbraio 2012 @ 16:58
Anche a me l’idea della distinzione scrittori maschi/scrittrici femmine sembra un po’ forzata.
Mi sembra di essere capacissima d’immedesimarmi perfettamente in un personaggio magari maschile scritto da un maschio che però mi somiglia tantissimo e sembra uscito dalle mie dita, dal mio sentire, dalla mia testa e dalle mie esperienze, quanto di non riuscirci minimamente in certe cose scritte da femmine perché troppo lontane dal mio mondo, dalle mie esperienze, dal mio pensiero, dalla mia vita.
Poi non so, Viola ci spiegherà bene cosa intende
(Comunque per riscaldarsi ma non imbottirsi di teina che pare una cavolata ma eccita e tiene svegli [ah e per inciso anche la camomilla può avere effetto eccitante, è un falso mito quello della camomilla rilassante, gugolare per credere], l’alternativa è il tè bancha, un tè verde giapponese che trovi in erboristeria ed è quasi completamente privo di teina [e infatti è conosciuto anche come "tè dei bambini"]. Fine della parentesi sapientona
)
Commento di acrimonia — 4 febbraio 2012 @ 17:31
Anche a me l’idea della distinzione scrittori maschi/scrittrici femmine sembra un po’ forzata.
Le donne e gli uomini fanno quasi ogni cosa diversamente le une dagli altri; proprio nello scrivere saranno uguali? No, invece: anche qui le differenze di genere ci sono e sono tante e importanti (altrimenti tutti i dipartimenti universitari afferenti ai gender studies, soprattutto negli Stati Uniti, potrebbero chiudere i battenti, il che pensandoci non sarebbe male) e secondo me riconoscerle – fatta salva l’individualità di ogni scrivente – non è fare torto a nessuno, anzi.
Viadellaviola, se ho capito, dice che «in questo momento» le scrittrici donne (ed è chiaro che ne ha in mente qualcuna in particolare) non le parlano. Capita. Non si è sempre ricettivi verso le stesse cose. Io, come ho detto, ho osservato di non esserlo verso i poeti donna in genere.
Commento di Ipofrigio — 4 febbraio 2012 @ 18:03
Mappercarità, io non vengo certo qui a dire a Viola cosa deve leggere o non leggere.
Io parlo per me, per dire che non avverto questa differenza di genere (sarà probabilmente un limite mio, a questo punto), che peraltro trovo riduttiva e generalista e superficiale in molti casi che vanno anche al di là della scrittura, ma poi ognuno ha il proprio sentire, e legge e fa quello che preferisce.
Io per esempio amo moltissimo leggere ma non apprezzo particolarmente la poesia. A ognuno il suo.
Commento di acrimonia — 4 febbraio 2012 @ 18:38
Ecco, io non so come dirlo ma su questa cosa delle scrittrici donne sono d’accordo con Viola, pure se per un motivo diverso. A me, spesso, non interessa quello che scrivono perché non mi interessa leggere storie arrovellate su sé stesse, e molto spesso le donne sono arrovellate su sé stesse. Devo dire che allo stesso modo non mi interessano gli uomini troppo ombelicali, quindi forse non è solo per questo che leggo meno donne che uomini.
Diciamo che in genere mi piacciono le donne che parlano di argomenti non esplicitamente da donna. Non mi piace per esempio la letteratura chick – lit, a parte poche eccezioni.
Mi piacciono invece le donne che scrivono il genere. Giallo, noir… Basta che sai scrivere questi generi e puoi essere donna o uomo, non mi interessa. Ti leggo.
Mi piacciono quelle che parlano di argomenti che a me interessano. Infatti mi è piaciuta un sacco Michela Murgia. Mi è piaciuta Simonetta Agnello Hornby, che scrive comunque storie distanti da me.
Oddio, forse la discriminante è questa. Mi piacciono donne che raccontano qualcosa che mi interessa, pure se è distante da me. Soprattutto se è distante da me.
A conti fatti mi sa che mi piace la gente che parla di cose che non conosco a menadito, e insomma, Viola, forse il tuo post lo potevo scrivere io!
(ho fatto abbastanza confusione? Sennò ne aggiungo un po’…)
Commento di julka75 — 5 febbraio 2012 @ 12:53
poi scriverò meglio di questa cosa. come ho scritto nel post di oggi, non questo, quello dopo, non ho approfondito e forse sono stata fraintesa. poi il fatto del pigiama party era ovviamente un fatto di ironia. non sono poi così superficiale eh
ho continuato a riflettere sulle mie scelte di lettura, mi sono venuti in mente altri pensieri e devo ringraziare anche voi qui che avete commentato e che avete dato un nome alle cose e mi avete fornito altri spunti di riflessione.. come dice ipo, si può riassumere dicendo che al momento, ripeto, al momento, certe scritture non mi parlano.
ma l’ho detto, poi ci scrivo. voi parlatevi ancora su sto fatto se vi va. io vi leggo. e volemose bene come sempre.
Commento di viadellaviola — 6 febbraio 2012 @ 00:35
@millimetrica e acrimonia prima di tutto grazie perché i vostri commenti mi hanno fatto ragionare tantissimo sulla faccenda.
ci ho scritto un post tutto intero ora, magari così è più chiaro. avete fatto delle giuste obiezioni, giuste perché in questo post, questo che avete commentato, sono stata sbrigativa e non si fa.
@julka ho scritto della hornby nel post
anch’io pensavo alla murgia di accabadore e alla monaca… scrivendo di donne scrittrici che mi piacciono..
Commento di viadellaviola — 11 febbraio 2012 @ 21:13