viadellaviola, un blog senza sottoveste

20 febbraio 2012

Giocare a radio 34: Porte Aperte

Filed under: cheffaccio?,ciao,davide enia,diario,foto,giocare a radio,libri — viadellaviola @ 17:16

Caro diario, una delle cose belle dei giorni disoccupati è che ho il tempo per fare tutte quelle belle cose che avevo un po’ interrotto… tra cui i miei racconti alla radio. Ho ripreso a giocare a radio con Flatlandia, il programma di libri di Radio Onda d’Urto. Il mio raccontino di oggi s’intitola: Porte Aperte.

nel racconto di oggi si parla di questo libro qui:

Così in Terra di Davide Enia
ancora?  essì, un altro po’…quando ho scritto il raccontino per la radio lo stavo leggendo e quando leggi un libro di meraviglia ogni scusa è buona per parlarne.  vorresti abbracciare l’autore, vorresti abbracciare i personaggi e non lo puoi fare e allora ne parli in continuazione.
e così è finito nel racconto.

e poi si parla anche di questa foto:

IN QUESTA LIBRERIA NON SI VENDE IL LIBRO DI BRUNO VESPA

questa foto gira da parecchio, è (lo è ancora? non lo so) attaccata alla vetrina della libreria Aleph di Milano. Dopo la pubblicazione della foto è partito il putiferio…qui il racconto di Giuliana Dea -autrice dello scatto-

molte librerie hanno seguito l’esempio.

La foto, anzi LE foto, che sotto natale si sono moltiplicate… mi hanno dato molto da riflettere. la collocazione dei vari brunovespa, fabiovoli ecc è sempre stato argomento di discussione in libreria. quando ho iniziato a lavorare avrei messo anch’io volentieri quel foglio. ora no. ci ho riflettuto bene e no, non lo metterei.

ora, posto che a casa propria ognuno fa come gli pare, posto che ogni libreria ha una storia, posto che mettere un cartello del genere a Milano è cosa diversa che farlo nella libreria di un piccolo centro, vi racconto cosa penso io, buon ascolto!

Di che stiamo parlando: c’è una programma di Radio Onda d’Urto che si chiama:  Flatlandia, Questo Libro ti Salverà la Vita.
va in onda dalle 12, 30 alle 14 tutti i lunedì e si può ascoltare in streaming  qui,
qui, per ascoltare i miei vecchi file. (prima c’era il player di divshare…ma ora è scomparso e c’è un link lungo lungo, cliccatelo e troverete il player. scusate, piano piano rimetto i nuovi player…  ma se andate a questo link qui troverete i vecchi post nel sito della radio con un agile playerino)

4 febbraio 2012

We are waiting for you, giorno 3

il diario dei giorni disoccupati

caro diario, oggi è il terzo giorno disoccupata e già mi sono arrabbiata. ma partiamo dall’inizio. mi sono alzata tardi perchè ieri sera mi sono addormentata verso le 4. sono stata a leggere fino alle 3 e 40 e le 4 è stata l’ultima volta che ho visto l’ora. faceva talmente freddo ieri sera che mi sono fatta un tè per riscaldarmi, non sapevo più che altro inventarmi dopo il pigiamone, 2 paia di calzini, coperte a mai finire e i guanti che mi si gelano le mani. il tè mi sono fatta, la camomilla mi fa schifo. e così con tutta quella teina non son0 riuscita a dormire a un orario decente. e poi il freddo mi faceva stare sveglia e lo stare sveglia mi faceva pensare ai fatti miei e poi il libro era bello ma lo leggevo lentamente perchè tra una pagina e l’altra mi riveniva da pensare ai fatti mei e non finivo mai.

stamattina ho ritrovato vecchie agendine con gli appunti di vari corsi che ho fatto di letteratura per l’infanzia, ho riordinato tutti gli appunti e mi sono scritta un po’ di progetti di letture animate per bambini.  devo tenere al mente allenata. ho scritto mail a un po’ di amici e fatto delle telefonate.  ho bevuto talmente tanto tè ai frutti rossi che ho la lingua color lampone.

ho riletto il diario di ieri, questo blog sta prendendo una deriva troppo da squinzia, è il caso di smettere di parlare di siopping e di vestiti anche perchè ho speso tutti i soldi che potevo spendere. se lo faccio ancora arrabbiatemi fortissimo.

poi ho ripensato al fatto che non voglio leggere libri scritti dalle femmine. adesso spiego il perché:  non me ne frega niente di quello che pensano le donne, di come lo vedono il mondo, di cosa sognano, di cosa sperano. io lo so già. e se non lo so cosa pensa un’altra donna, leggo qualche riga e lo capisco. ma non c’è nessuna epifania. attenzione, non sto dicendo che le donne non sanno scrivere. no. sto dicendo che non m’interessa, al momento.  perchè modestamente, sono donna anche io e la mia testa non sta mai al suo posto e io penso un sacco di cose di continuo e il cervello mi fa male certe volte. con i libri scritti dalle donne poi mi scatta il processo d’immedesimazione. cosa avrei fatto, come mi sarei sentita, anzi no, io quelle cose poi le sento davvero, non come se.  e io non voglio questo.  non voglio aumentare la mia vita. non voglio sentire più di quanto già sento.  io voglio cose che non so. cose che non capisco. voglio viaggiare con la testa in pensieri che non so dove vanno a parare.  voglio leggere una visione del mondo diversa dalla mia,  non mi voglio crogiolare nell’arravoglio dei sentimenti, sono già esperta e poi per questo, per l’arravoglio, ci sono le amiche, i piagiama party e skype. certo, sarebbe bello se valesse anche il contrario: che gli uomini leggessero libri scritti da femmine. se lo fanno, lo fanno poco. dicono che i libri delle femmine sono pieni di sentimenti, e si annoiano. bugia. secondo me si perdono in tutto quell’arravoglio. poverelli.

però a 18 anni ho letto Simone de Beauvoir,  ma questa, evidentemente,  è un’altra faccenda.

la foto in alto s’intitola: celo, celo,  mi manca.
si lo so la qualità fa schifo, se vi mancano dei titoli chiedete.

Tema: Rubric. Blog su WordPress.com.

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