* non l’avevo mai fatto un capodanno a napoli e non lo sapevo proprio come poteva andare. sono salita sulla corriera che passa più o meno sotto casa mia e già là è stata un’avventura. me ne stavo sotto la pensilina il 31 dicembre alle 12 circa con la valigia e lo zainetto e le macchine del paese che passavano e secondo me mi ridevano perchè si pensavano: ma questa dove deve andare il 31? mica si viaggia il 31? ma che vita deve fare questa per essere costretta a prendere il pullman il 31 dicembre? e che deve pensare la sua famiglia? ah forse raggiunge il fidanzato e passa il capodanno collui. ma perchp viola è fidanzata? eh chilosà, quella da quando se n’è andata all’altitalia chi lo sa che vita fa. non torna mai, manco d’estate, eh questi se ne vanno all’altitalia a pò non tornano più, si fanno i soldi e pò quando vengono per le ferie ci guardano dall’altinbasso che si penzano che sò superiori annoi che siamo rimasti qua, alla bass’italia.
secondo me si penzavano così le macchine che passavano. qualcuna mi lampeggiava e io che sò maligna penzavo: ma vedi a questi…e invece erano genti che conoscevano che con lampìo di fari mi volevano dire: ciao viola buon viaggio, mannaggia potevi venire connòi assalerno in giro per le vie. vabbè ci vediamo quando torni!
io lo so parlare bene il linguaggio del lampìo dei fari.
poi salita sulla corriera eravamo io il pilota e una tizia milanese che io sono stata tutto il tempo a chiedermi che ci facesse una tizia milanese super faschion sopra alla corriera commè e l’autista. poi parlava al telefono ad altissima voce io mi sono sentita tutta la conversazione che diceva che la sua amica fa l’ingegnera in srilanca (non mi fate gugolare per scrivere srilanca, ci siamo capiti) e che non voleva tornare più e i genitori telefonavano sempre a tutti gli amici per convincerli a convincerla ad andarsene. ma secondo chetty, così si chiamava la milanese,chetty, secondo chetty l’amica sua non se ne vuole tornare perchè tiene un movimento in srilanca, non mi fate spiegare movimento ci siamo capiti…
vabbè alla fine arrivo annapoli e mi viene a prendere l’amico mio. mi porta a casa sua che sta ai quartieri e io sto con la valigia e ci facciamo tutte le salite e salitelle in mezzo ai negozi aperti, alla gente pronta per il capodanno e a qualche tric trac bungt e bangt che scoppia al nostro passaggio. non ci diciamo niente ma teniamo un poco di paura. vabbè, arriviamo a casa sua che sta in questi palazzoni antichi di napoli con le scale, gli ascensori degli anni 70 e l’odore di pesce fritto perchè la sera di capodanno quello si cucina. a casa sua ci stanno un sacco di libri tutti belli ordinati per editore, che io però dovrei fare la pipì però lui ci tiene assai a farmeli vedere e io li vedo volentieri perchè’ sò belli, tiene pure le edizioni vecchie, ma io sempre la pipì devo fare, però la sua libreria mi piace perchè lui secondo me ha lo stesso mio comportamento nell’acquisto dei libri, c’è l’affinità. poi fineìalmente riesco a fare la pipì e usciamo. forse dovevo scrivere di più sulla sua libreria perchè è proprio una cosa importante per lui, e in effetti lo è davvero, si vede, e lui un poco gli si gonfia il petto quando gli faccio i complimenti. volevo pure fare una foto, ma mi sò scordata. usciamo, e finelamente arriva napoli.
vi siete annoiati? continuo? se volete continuo. fatemi sapere.
cià.
*nella foto in alto a sinistra: la riGGina!