Allora, cominciamo col dire che a milano non ci sono ancora andata, ci vado tra poco, so già pure come devo intitolare il post
ieri era domenica, e la domenica c’è il mercato e al mercato pure se non ti devi comprare niente ci vai lo stesso se stai in paese, che andare al mercato vuol dire un sacco di cose, incontrare le persone, fare una passeggiata, fare la spesa. la spesa del cibo, che quella se vivi in paese la fai tutti i giorni perchè compri la roba fresca. tipo la scarolina croccantella dalla signora anziana che tiene il suo orto e siccome le avanzano le verdure le porta al mercato e le vende. e io dalla signora vado. ma ci sono anche i banchi del mercato con la verdura che però sono banchi pezzotti, nel senso che sono negozi fruttivendoli che fanno pure gli ambulanti, perciò sono pezzotti. se volevo la verdura fruttivendola andavo direttamente al negozio e magari trovavo pure parcheggio. essì perchè quando c’è il mercato poi non trovi mai parcheggio. tutti parcheggiano sopra a tutto al paese, che il mercato sisà, si fa a scendere, se sei fesso lo fai a salire…
va bene, ho capito che non siete pratici. mò spiego. al mio paese, ma in tutti i paesi del mondo, il mercato ha un percorso, va a zone. al mio paese, siccome il mercato sta in una viona lunga lunga non si può parlare di zone, ma di: sopra sopra: n’coppa coppa, sopra (normale), n’coppa, sotto, là sott’, sotto sotto (sotta sott’) a metà, mm’ezz.
sopra sopra ci stanno quelli che vendono le cose (i ferramenta, le cose da giardino, i vasi di terracotta, i cesti), e tutti parcheggiano da quella parte, là sopra, così si fanno la via solo a scendere…. poi sopra (normale) ci stanno le scarpe. poi dopo le scarpe, ci stanno i vestiti, e in mezzo ai banchi dei vestiti ci stanno i banchi della biancheria tipo le mutande i reggiseni cinesi, i completini da pornodiva e il BIONDO. il banco del biondo merita la fermata. il biondo tiene i capelli rossi, ma lo chiamiamo il biondo perchè il capello rosso in campania non è contemplato, è una variante, diciamo così. esso biondo vende le lenzuola, i cuscini, le trapunte, le mappine (gli strofinacci, gli asciughini, come li chiamate?), le tovaglie,gli asciugamani, ci siamo capiti. il biondo è il re del mio mercato perchè esso ha sempre tutto. il biondo conosce a me, a mia sorella in quanto figlie di mia mamma, perchè mia mamma è cliente. dovete sapere che mia mamma è dotata di ogni allergia a sostanza acrilica contraffatta conoscita sulla terra. tu metti un filino acrilico nella trama di una stoffa e a mia mamma le viene un’allergia che ti pensi che le abbiano spennellato l’acido sulle pelle. vi siete impressionati? eh. allora mia mamma è 100% cotone. non si discute. è cassazione. e il biondo lo sa. perchè mia mamma se il biondo gli dice cotone, cotone deve essere, senò mia mamma torna e se lo fa al ragù. allora quando andiamo dal biondo, e magari io dico: uh bello questo, il biondo mi guarda, mi riconosce e dice: none signorì questo non è cosa pe’ vui.
ma come, dico io?
none, figlia mia, quella poi la signora se la piglia cù mme.
giuro. fatti di verità. una volta volevo delle lenzuola che non erano proprio di cotone egiziano…e quello il biondo s’è fatto promettere che non lo dicevo a mamma.
poi in realtà volevo raccontare un altro fatto ma mi sono persa nel racconto del biondo. e non lo scrivo più che senò il post è troppo lungo e vi scocciate. cià.
non lo so se ci sono librai in ascolto e quindi non lo so se questa cosa che sto per dire succede solo a me. ma penso che no. allora il fatto fa così: lavori in campania e vendi molto gli scrittori campani, se poco poco provi a proporre scrittori poco noti di altre regioni o romanzi con una forte ambientazione regionale non campana non ci riesci. quando lavoravo in campania proporre paolonori pr esempio, con quella lingua astrusa era difficilissimo. uguale mò che sto in toscana: chi lo conosceva marco vichi prima di venire a lavorare qua? malvaldi sì forse un pochino, è da poco che è diventato famoso in tuttitaglia. ma prima? invece qua in toscana non puoi stare senza le pile dei libri di malvaldi.