viadellaviola, un blog senza sottoveste

6 febbraio 2012

We are waiting for you, giorno 5

Filed under: cittadina giocattolo,cose da femmine,diario,polenta,vanity blog,zia — viadellaviola @ 19:36

il diario dei giorni disoccupati
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caro diario ieri era domenica e io da brava ragazza l’ho passata in famiglia. sono andata a pranzo da zia che ha fatto la polenta. buona la polenta. solo che avevo fatto colazione un minuto prima, latte caffè pane e marmellata e biscotti e un altro caffè. la mattina mi sveglio e ho fame e poi ora fa freddo e ho ancora più fame. mentre mi leggevo i giornali nell’internet continuavo a imburrare e marmellatare pane e così ridendo e scherzando si sono fatte e 12 e 40 e io alle 13 dovevo essere a casa di zia…. zia è la sorella di mamma e si sente la mia vicemamma. e quindi razione doppia si apprensione. non ve lo dico come mi riempie il piatto, non lo dico ma metteteci il freddo, metteteci che ora ho bisogno di più energie perchè sono concentrata a cercare lavoro -così dice lei-, mettete che lei pensa che siccome io vivo sola poi non mi cucino e quindi quando mi cucina lei bisogna sopperire alle mancanze… e insomma, un piattone.  ci ho messo un’ora e mezzo per finirmi la polenta col sugo di cinghiale. zia: ma non ti piace? nono! è buona solo che scotta ancora…
zia mi ha creduta eh, pure se  dentro quella polenta ormai divenuta una mappazza informe gelata avevano preso casa le stalattiti. dopo il pranzo di famiglia mi credevo che mi potevo annientare un poco sul divano e invece.  zia voleva andare al teatro del pomeriggio solo che da sola non ci voleva andare. quelli scellerati dei miei cugini hanno finto degli impegni, mio zio fa finta di essere sordo e indovinate. è toccato a me. fuori c’era la tormenta, poi quel teatro di pomeriggio è pieno di vecchi, niente contro i vecchi eh. peròòòò…  e poi urlano tutti perchè hanno l’apparecchio e non ci sentono e poi è risaputo che ci fa freddo nei teatri e poi le commedie nei teatri piccoli del pomeriggio sono sempre noione e niente, ci sò dovuta andare, ho accompagnato zia.  sò brava.  zia s’è messa la pelliccia finta, il cappellino francese sulle ventitrè e uno sciarpino rosso anni 30 che mi pareva uscita da una foto d’epoca. era bellissima. e mi sono commossa.  si era trasformata. zia ha circa 75 anni ma regge ancora il mondo.  sa essere elegante e non le servono i vestiti firmati. quando vuole rispolvera il portamento e la grazia. ha messo dei guantini di pelle sottilissimi e dentro la borsa ha messo un fazzolettino di stoffa col bordino di pizzo. noi ragazze e donne di questo secolo non ce l’abbiamo e non l’avremo mai questa grazia e questa cura. le donne come mia zia hanno un’eleganza interiore, un eleganza nelle maniere. anche il mio piattone di polenta aveva eleganza. l’eleganza dell’essere e sentirsi la mia vicemamma, prendersi cura di me e tenermi per mano mentre nel freddo andavamo al teatro. le donne come zia hanno l’eleganza dei sentimenti che le fa essere bellissime anche con una pelliccia finta che addosso a un’altra avresti gridato all’orrore per l’eccesso di topomorto.
al teatro c’erano come previsto i migliori esponenti della meglio giuventù. quel che resta dei combattenti e partigiani della seconda guerra mondiale, zia mi ha indicato un paio di staffette e pure una che si dice avesse fatto la puttana spia con i tedeschi. una signora che poi quando s’è tolta il cappello l’ho riconosciuta. era una mia cliente. voleva solo romanzetti romantici di Liala. e chi l’avrebbe mai detto: dice che è andata con una truppa (si dice truppa? zia così m’a detto) per scoprire che percorso avrebbero fatto il giorno dopo per poi dirlo ai partigiani amici suoi. zia m’ha raccontato un milione di queste storie ieri, dice che gliele hanno raccontate le suore, quando faceva la cuoca per loro al convento. le suore sapevano tutto in tempo di guerra, m’ha detto zia, solo che non hanno aiutato nessuno. puttane. (giuro, zia ha detto così, puttane). zia mi raccontava e io mi guardavo intorno mentre respiravo nuvole di lacca cadonet e dopobarba proraso. le signore tenevano in testa dei panettoni colorati,  il sabato qua è giorno di parrucco colore e cotonatura e fino alla domenica pomeriggio sò ancora nuovenuove. tutte con la pelliccia, vera o presunta, cappellino frufru e foulardbontòn. erano tutte bellissime. e io la commedia non l’ho guardata, mi sono guardata il pubblico e mi sono immaginata, almeno ci ho provato, mi sono immaginata queste persone come potevano essere da giovani. e come sarò io da vecchia. a 80 anni per esempio.  io non lo so come sarò. però ho guardato zia, ho pensato a mia mamma che pure lei si mette il fazzolettino di lino bianco nella borsa e ho sperato, che da grande, magari sarò come loro.

ah, poi non c’entra col diario di ieri,  ma oggi è uscito un altro mio posticino sul blog di  vanityfair :)

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